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Trasporto pubblico per disabili: inferno o purgatorio? |
06/10/2015
di Maura De Sanctis
A causa delle considerevoli differenze tra i modelli di Welfare regionali, i diritti delle persone disabili stanno diventando sempre più un problema locale
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Trasporto pubblico per disabili: inferno o purgatorio?
Secondo un indagine Istat condotta nel 2013 sono circa 13 milioni le persone dai 15 anni in su ad avere limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi. Una cifra elevata per un paese che risulta ancora indietro nel settore della mobilità per persone con disabilità. La percentuale di persone con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi che hanno difficoltà ad utilizzare i mezzi pubblici è ancora elevata, si parla di circa il 19,7%. Eppure sappiamo bene quanto l'interazione tra condizioni di salute e fattori ambientali sia importante per favorire l'inclusione sociale dei diversamente abili.
Seppure negli ultimi anni si è molto dibattuto sul tema della mobilità delle persone disabili è pur vero che a livello nazionale si è fatto ben poco. Il problema dei trasporti pubblici è stato demandato alle regioni e ciò ha inevitabilmente creato frazionamenti che hanno di fatto portato a notevoli differenze territoriali. A farne le spese sono appunto i cittadini disabili costretti il più delle volte ad attraversare l’inferno prima di raggiungere il purgatorio nella speranza della salvezza. E allora è bene ricordare che l’accesso ai trasporti pubblici è un diritto di tutti i cittadini e che è dovere di chi fornisce questo servizio garantirlo e rimuovere qualsiasi impedimento che possa ostacolarlo. Vediamo punto per punto cosa dobbiamo sapere...
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