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Trasporto pubblico per disabili: inferno o purgatorio?
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06/10/2015
di Maura De Sanctis
A causa delle considerevoli differenze tra i modelli di Welfare regionali, i diritti delle persone disabili stanno diventando sempre più un problema locale
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Scheda 5 di 7
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Trasporto pubblico per disabili: inferno o purgatorio?
La normativa attuale
Difficoltà mobilità disabili
In questo quadro, è diventato quindi importante disporre di sistemi di trasporto pubblico per persone diversamente abili, altamente competitivi sia per reggere il confronto col resto d’Europa sia per migliorare la qualità della vita quotidiana dei disabili. Per raggiungere tali obiettivi bisogna lavorare su almeno due aspetti: eliminare o ridurre comunque al massimo le cause dei disagi degli utenti e intervenire sulle imprese di trasporto che non adeguano la loro offerta alle esigenze dei disabili con leggi che sanzionano tali comportamenti.
La normativa nazionale in materia di spostamenti per i soggetti diversamente abili risulta ancora lacunosa rispetto a quella comunitaria che prolifera di regolamenti sul trasporto ferroviario (CE n.1371/2007), sul trasporto aereo (CE n.1107/2006), il trasporto su nave (UE n.1177/2010) e dulcis in fundo sul trasporto su autobus (UE n. 181/2011) entrato in vigore il 1 marzo 2013. La mobilità delle persone disabili è dunque un tema trasversale che riguarda l’offerta, le infrastrutture e in un certo senso anche un nuovo modo di pensare la disabilità.
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