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L’America punta sulle auto ibride
18/08/2008
di Maura De Sanctis
Forti agevolazioni fiscali e contributi per chi acquista automobili meno inquinanti negli USA
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Il progetto pilota è partito dalla Bank of America che ha riconosciuto un contributo di tremila dollari ai dipendenti che scelgono di acquistare un'automobile ibrida. Lo scopo è quello di far abbandonare cilindrate oversize in cambio di nuovi motori più compatibili con l'ambiente e che sopratutto consumino meno. Tre le prime città che hanno aderito all’iniziativa di cui Boston, Charlotte e Los Angeles. Il piano di risparmio energetico che poi è stato esteso a tutto il paese, ha avuto esito positivo in quanto in pochi mesi il numero di vetture ibride acquistate nelle tre città pilota è quadruplicato.
Ma il progetto sembra molto più ambizioso poiché l’America ha già deciso di esportarlo anche in europa con l'obiettivo anche qui di limitare drasticamente l'impatto ambientale non solo negli spostamenti quotidiani ma anche nell'attività lavorativa. In Italia, le automobili ibride stanno cominciando a diffondersi sempre di più grazie agli incentivi ed ai minori consumi e costi delle auto ad alimentazione mista. I modelli più comuni di auto ibride si alimentano a benzina o diesel in concomitanza con il gas GPL, ma a partire dal prossimo anno avremo anche in Italia modelli ibridi-elettrici con i marchi Mercedes, Bmw, Audi. Seguiranno dal 2010 le ibride Porsche, Peugeot, Citroen, Volvo, Saab, Volkswagen e poco dopo anche Fiat.
Nel 2009 vi sarà il lancio della terza generazione della Toyota Prius, che avrà una nuova carrozzeria in grado di offrire maggiore capienza, mentre la tecnologia sarà simile all'attuale ma con batterie componentistica e parte elettrica ed elettronica meno ingombranti e più leggere. Anche la Honda si proprone nel 2009 il lancio del nuovo modello ibrido disponibile esclusivamente con la doppia motorizzazione. Un’auto pensata soprattutto per la famiglia e con un prezzo molto competitivo rispetto ai modelli precedenti.
In europa arriveranno la Mercedes Glk ibrida, probabilmente dotata anche di motorizzazione diesel e la Bmw X6 ibrida. Le due auto porteranno su strada i due diversi sistemi ibridi sviluppati congiuntamente da Mercedes e Bmw. La Glk avrà un ibrido leggero, nel quale il motore elettrico aiuta il motore a combustione interna ma non fornisce mai da solo tutta l'energia necessaria a muovere l'auto mentre la X6 avrà un sistema full hybrid, sviluppato in America in collaborazione anche con la General Motors, capace di far camminare l'auto col solo motore elettrico. Sempre nel 2009 dovrebbe arrivare anche altri modelli proposti dalle diverse case automobilistiche tra cui la Audi Q7, la Q5 e la berlina A4 e probabilmente nel 2010 la Passat della Volkswagen a cui faranno seguito la Porsche Cayenne ibrida, la Peugeot Citroen e modelli scandinavi, frutto della collaborazione in corso tra Volvo e Saab.
Tutta la questione delle auto ibride rischia però di essere strumentalizzata, perché al di là della pura questione tecnologica ci si deve chiedere se la tecnologia attuale delle ibride consente davvero di risparmiare carburante o è pura illusione. Attualmente l'impatto ambientale provocato dalla costruzione di una vettura ibrida è paradossalmente più alto di quello di una vettura tradizionale per via dell'utilizzo di materiali fortemente inquinanti per le batterie. Anche in casa BMW vi è incertezza circa la possibilità di utilizzare questa nuova tecnologia in una vettura di serie visto che i motori turbodiesel per adesso sembrano garantire lo stesso grado di risparmio di combustibile con un utilizzo normale dell’auto. Le condizioni ideali per le auto ibride infatti sono il traffico cittadino con molte fermate e ripartenze, ma se nel tragitto casa ufficio ci sono anche pochi chilometri di tangenziale ecco che il consumo sale al di sopra di quello di un economico diesel.
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