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Peugeot 205: 30 anni e non dimostrarli
26/06/2013
di Grazia Dragone
La vettura nasce in piena crisi petrolifera e riesce a salvare il marchio dalla difficile congiuntura econimica degli Anni Settanta
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Versatile e compatta, la transalpina Peugeot 205 festeggia trent’anni di onorata carriera ripercorrendo le tappe della sua gloriosa permanenza sul mercato, attraversando periodi difficili come quello che visse l’Europa degli Anni Settanta, in piena crisi petrolifera, che costrinse i produttori di auto a rivedere le proprie strategie, fino alla’addio nel 1998, per lasciare il posto all’erede 206.
La crisi economica di quel periodo impose la svolta dell’economicità, puntando a conquistare anche una fetta di mercato giovane e dinamica. Nota inizialmente con la denominazione M24, il progetto si pose l’obiettivo di offrire caratteristiche come innovazione, leggerezza ed efficienza. Le dimensioni dovevano essere a metà strada tra i modelli 104 e 304.
Particolarmente ispirato fu il creatore della Peugeot 205, Gerard Welter, a quel tempo il Direttore del Centro Stile di Peugeot, che con pochi tratti sviluppò la vettura, costruita intorno ai ai vetri laterali posteriori e alla linea di cintura della carrozzeria bassa, con la presenza di un’ampia superficie vetrata.
Subito conquistato, Roland Peugeot, ma anche Jean Boillot, il Direttore commerciale Peugeot di allora, nonostante il lato B esteticamente poco entusiasmante. Nasce in questo modo la Peugeot 205, dopo 833mila ore di studio e ulteriori 831mila prove dinamiche. Per la produzione, prevista presso lo stabilimento di Mulhouse, Peugeot ha investito quasi 70 milioni di euro per attrezzare le linee e ben mezzo milione di ore per l'allestimento degli impianti robotizzati.La scocca,il cui peso è pari a 194 kg, è composta da 477 lamierati uniti da 2572 punti di saldatura automatici effettuati da 41 robot a sei assi. Tra le innovazioni, spiccano il posizionamento e l’incollaggio automatico del cielo interno in materiale sintetico.
Ma la produzione, limitata inizialmente a 800 vetture al giorno, è presto diventata di 1000 unità al giorno, richiedendo la dislocazione presso altri centri di produzione, come Poissy,Sochaux, Villaverde e presso stabilimenti Citroën, come Aulnay e Chausson. Nel 1987 furono raggiunti i due milioni di unità prodotte, un autentico record.
Ma cosa è dovuto il segreto di questo successo? Le spiegazioni sono varie. Innanzitutto, la Peugeot 205 è un prodotto che ha attratto il 50 % della clientela proveniente da altri marchi; inoltre, è «facile da produrre» e offre «un altissimo livello di qualità». Le due versioni più semplici rappresentano solo il 5 % delle vendite nel 1984, le due successive il 30 %, i modelli più costosi coprono il 65 % degli ordini. Infine, la 205 costituisce un’offerta completa, con versioni 3 e 5 porte, una cabriolet, una serie speciale Lacoste, e una GTI. Una strategia voluta da Jean Boillot, che grazie alla 205 riesce a salvare il Marchio e il gruppo PSA dalla crisi della fine anni Settanta.
La 205 arriva in Italia nell’ottobre 1983 con carrozzeria a 3 e 5 porte con motorizzazioni di 1000, 1200 e 1400 cc con vari livelli di allestimento. Intanto, viene presentata la 205 Turbo 16 che dominerà le corse negli anni successivi, mentre già a ottobre la gamma delle 205 venne completata con due versioni diesel. A fine anno in Italia ne verranno immatricolate ben 5.000 per arrivare nel 1989, fino a 68.500.
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